L’italià Marco Noris explora el desarrelament de l’exili al MUME

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L’articolo originale del Diari de Girona è stato pubblicato in catalano: diaridegirona.cat. Riguarda «Refugium, refugia», la mostra di Marco Noris al MUME (Museu Memorial de l’Exili) di La Jonquera. Questa versione italiana è una traduzione con IA per il mio archivio personale.

Il pittore e disegnatore italiano Marco Noris esplora lo sradicamento dell’esilio in una mostra al Museu Memorial de l’Exili di La Jonquera. Intitolata Refugium, refugia, la mostra propone un viaggio nella memoria emotiva collettiva delle persone esiliate, nato da una visita al campo di concentramento di Rivesaltes.

La mostra, visitabile fino al 3 febbraio, è composta da una ventina di dipinti a olio e quattro installazioni che sommano 120 m² di carta in cui l’artista ritrae luoghi fisici ed emotivi dell’esilio.

Per Noris, che vive a Barcellona dal 2003, i campi profughi sono, allo stesso tempo, rifugio e condanna, e certificano la perdita di dignità e identità del rifugiato, che si trova separato dalle proprie radici e dal proprio passato. Il rifugiato è un esiliato e lo sradicamento diventa un trauma irreversibile che colpisce le fondamenta stesse dell’essere umano.

Questa è la seconda mostra di Noris a La Jonquera. La precedente, nel 2017, consisteva in 132 disegni e dipinti a inchiostro e olio creati mentre percorreva a piedi i Pirenei da Andorra a Portbou, seguendo le orme degli esiliati repubblicani.

Alcuni anni fa, durante una visita al Museu Memorial de l’Exili di La Jonquera, Marco Noris venne a conoscenza per la prima volta dell’esistenza del campo di Rivesaltes, che fu aperto negli anni trenta del secolo scorso per ospitare esiliati spagnoli. Vi furono internati, oltre ai repubblicani esiliati, ebrei, rom, prigionieri nazisti e soldati algerini dell’esercito francese.