Marco Noris s’endinsa en la frontera al Mume

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L’articolo originale di El Punt Avui (Cultura, La Jonquera) è stato pubblicato in catalano: elpuntavui.cat. Riguarda «A la frontera», la mostra di Marco Noris al MUME (Museu Memorial de l’Exili). Questa versione italiana è una traduzione con IA per il mio archivio personale.

L’artista italiano residente a Barcellona Marco Noris (Bergamo, 1971) ha percorso a piedi per quasi un mese, seguendo la linea di confine, la catena pirenaica dai limiti di Andorra fino a Portbou. Durante la traversata, era impossibile sottrarsi al fatto che quella linea geografica invisibile era il prodotto di strati sovrapposti di avvenimenti storici, che affioravano sotto forma di cippi che delimitano la separazione tra gli stati. Da quell’esperienza, «un esercizio di pittura au plein air», nasce la mostra A la frontera, che il Museu de l’Exili di La Jonquera presenta nell’atrio fino al 28 gennaio.

Nel suo lavoro, ciò che apparentemente sembra un atteggiamento ludico e contemplativo dell’artista nei confronti del paesaggio diventa un’azione che assume la forma di un inventario critico attorno all’idea stessa di frontiera e dei fenomeni che porta con sé: esilio, esclusione, emarginazione. Con la sua azione, Noris si sottopone di fatto alla stessa sorte avversa, alla fatica e alle intemperie, che acquistano un senso allegorico per riferirsi, come egli stesso afferma, «ai dannati della terra di ieri, di oggi e del futuro». La mostra è composta dai disegni realizzati durante il viaggio, collocati tra il diario personale e il registro notarile, che evocano la connessione emotiva dell’artista con un contesto al tempo stesso inospitale e affascinante.