Marco Noris, la pittura della crudeltà

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Raccomandazione pubblicata su Barcelona Cultura (Comune di Barcellona), in catalano, in occasione della mostra «No era el sol» alla Galeria Trama (2 marzo – 4 aprile 2017). La copia su questo sito è il mio archivio personale.

L’artista italiano con base a Barcellona espone parte della sua opera alla galleria Trama, sotto il nome generico di «No era el sol».

Marco Noris (Bergamo, 1971) intende la pittura come un modo per espellere i demoni interiori. Quando si ammira uno dei suoi oli, ciò che si vede è una collezione di cose orribili: paesaggi desolati, volti deformati, smorfie, che sono in realtà una metafora della bruttezza del mondo esterno. Per anni Noris ha lavorato sul tema della crudeltà nell’essere umano contemporaneo, su tutte quelle malvagità che ancora commettiamo come società presumibilmente civile: le guerre civili, l’esilio dei rifugiati, il pericolo che incombe sulle frontiere, le fosse comuni, eccetera. Buona parte di questa produzione si potrà vedere ora alla Galeria Trama, dove Marco Noris espone il suo lavoro sotto il nome di No era el sol.

Ciò che Marco Noris propone con i suoi dipinti non è tanto che li guardiamo, quanto che, guardandoli, gettiamo uno sguardo dentro di noi. Che esaminiamo i nostri sentimenti, per verificare se siamo pieni di buoni pensieri o di un alito crudele. Marco Noris lavora fondamentalmente con la tecnica dell’olio su tela, ma la tecnica non è la cosa più importante: è la sua figurazione deformata, come riflette l’orrore, e come questo ci colpisce, ciò che si deve trarre da un’esperienza che lo stesso artista definisce «il trionfo della sconfitta».

L’opera di Noris si potrà visitare fino al 4 aprile, quando chiude la mostra. Ultimi giorni, dunque, per fare un esame interiore e guardare il male dritto negli occhi. Trovate maggiori informazioni sul sito della Galeria Trama.