Serie
Cartografie del Montseny
Serie di paesaggi verticali del Montseny costruiti a partire da frammenti di cartografia storica, in cui il territorio si riconfigura come una sovrapposizione di strati cartografici e pittorici.
Territorio ferito
Questo dittico fa parte del progetto «Sequere», un progetto artistico sul tempo e la memoria che inizia con un gesto simbolico: raccogliere acqua alla foce dell’Ebro e camminare risalendo il fiume per riportarla alla sorgente del Segre, nella Cerdanya francese. Il viaggio, svolto tra il 7 giugno e il 20 luglio 2022 con la psicoanalista Celeste Reyna, è durato 44 giorni, durante i quali i camminatori hanno percorso 750 km, attraversando 5 province, 9 comarche, 3 comunità e 2 nazioni.
Mappe di Garzón
Queste cartografie sono state realizzate da Marco Noris durante la sua residenza a Campo Garzón, Uruguay. Il processo pittorico è iniziato utilizzando le acque del ruscello di Garzón per imprimere istantanee della terra su carta e tela, rappresentando il territorio attraverso l'azione dell'acqua e di processi naturali come il vento, il sole e la pioggia.
Quaderni di Envall
Questi lavori si inseriscono nel progetto Enllumenant el buit (Illuminare il vuoto), che indaga la storia e il processo di ripopolamento del villaggio di Envall. Si tratta di opere di processo: due quaderni di appunti in forma di cartografia astratta che raccolgono la ricerca sul campo.
Museu de Camins, Fórmula Mutare
Opera commissionata dalla Fondazione Carulla (Barcellona) per il libro “La fórmula Mutare”.
Mappe di Sequere
28 mappe della traversata del progetto Sequere. Ogni opera corrisponde a una giornata di cammino e costituisce un dispositivo di registrazione: il tratto del fiume, il percorso compiuto, i toponimi e le note di campo si articolano in una cartografia processuale in cui tempo, corpo e territorio restano fissati sulla carta.
Sequere, toponimi
“Sequere, toponimi” è un’opera che intreccia cartografia, linguaggio e corpo. Consiste in una mappa su carta che raccoglie 4.436 toponimi del percorso di Sequere e in una pièce sonora di 2 h 23 m in cui l’artista li pronuncia ininterrottamente. L’enumerazione sostenuta trasforma il nome proprio in unità di tempo e di sforzo, facendo della voce una misura del camminare. L’esaurimento vocale iscrive il corpo nel territorio e sposta la cartografia dal piano visivo a un’esperienza performativa, dove memoria, percorso e linguaggio si sovrappongono come registro fisico del transito.
Territori impossibili
Ricerca pittorica sul camminare, basata sulla traversata del Grand Tour 2020 organizzata da Nau Côclea. Territori impossibili indaga i confini tra esperienza, territorio e rappresentazione simbolica.
Pelli
Le opere, concepite come pelli, conservano soltanto l’impronta superficiale della materia originale: vestigio, memoria e limite del corpo del mondo. In questo progetto, l’artista indaga la transizione dalla materia tangibile alla sua rappresentazione smaterializzata nell’era digitale.
Cartografia dell'esperienza
Ricerca pittorica basata sull’esperienza del camminare, in cui il percorso vissuto si iscrive nella pittura attraverso narrazioni, toponimi e traiettorie, dando origine a opere di carattere cartografico.
Il percorso come segno
Il percorso —cioè lo spostamento nello spazio da un punto a un altro—, traccia una linea la cui massima sintesi è un segno grafico che rappresenta non solo il tragitto in sé, ma anche tutte le parole che lo descrivono. È il più alto grado di condensazione dell’esperienza: segni che incarnano il tempo e lo spazio del viaggio, un dizionario ideografico dell’esperienza.
Paesaggi portatili
Serie di micro paesaggi dipinti su frammenti di legno recuperati dall’antico complesso industriale di Can Ricart (metà XIX secolo), a Barcellona. Le opere recuperano la memoria materiale del luogo, trasformando i resti industriali in spazi intimi di contemplazione.
Mappe notturne della Coma de Burg
Mappe notturne della Coma de Burg è una serie di dipinti realizzati nei Pirenei di Lleida durante la seconda fase del progetto La Entrega, acto I, sviluppato da Noris in residenza artistica nel villaggio di Farrera.
Memorie e impronte della Coma de Burg
Opere realizzate durante la residenza di Noris nel villaggio pirenaico di Farrera. È la prima opera in cui l’artista incorpora la memoria dell’acqua come elemento essenziale del processo creativo.
Cartoni
Serie di opere realizzate mediante la sovrapposizione di cartone. In queste stratificazioni, gli strati materiali rivelano una poetica della fragilità, del tempo e della materia che perdura.
Paesaggi di frontiera
Nell’estate del 2017 Noris ha percorso a piedi i 300 km della frontiera ispano-francese della provincia di Girona, lungo la quale sono passati i principali cammini dell’esilio repubblicano. Durante il percorso, l’artista ha dipinto un’opera in corrispondenza di ciascuno dei 198 cippi (mugas) che segnano il confine.
Maremortum
Maremortum fa parte del progetto Refugium, refugia, una ricerca artistica sull’idea di rifugio e sul suo rovescio: l’esilio, la fuga, la perdita della casa. Il Mediterraneo—antico spazio di scambio e di vita—si è trasformato in un territorio di frontiera e di morte: un’enorme fossa comune per migranti in cerca di una nuova casa. Questo mare che è stato rifugio diventa tomba: uno spazio sospeso tra speranza e scomparsa.
Il passato è ora
Questa serie di opere prende come punto di partenza l’ex campo di internamento di Rivesaltes per affrontare la memoria storica dell’esilio repubblicano spagnolo. A partire dalle rovine del luogo, il progetto analizza le tracce architettoniche e umane che costruiscono una memoria emotiva collettiva in cui passato e presente si intrecciano.
Paesaggi della sconfitta
Serie di dipinti che esplora i paesaggi dell’esilio e le fosse comuni del franchismo come territori di memoria negata.
Caravaggio
Questa serie riprende la tensione luministica ed emotiva del chiaroscuro per reinterpretare opere di Caravaggio con uno sguardo contemporaneo. In queste opere il contrasto tra luce e ombra diventa struttura concettuale: le figure sfocate che emergono dall’oscurità condensano corpo, violenza e spiritualità in uno spazio pittorico denso e radicale.