Frontiera, esilio e memoria
Sequere (La Entrega II)
2022/2024

Sequere (La Entrega II)

Sequere è un progetto artistico sul tempo e sulla memoria, che inizia con un atto simbolico: raccogliere acqua alla foce dell’Ebro e camminare risalendo il fiume per riportarla alla sorgente del Segre, principale affluente dell’Ebro. Lo sguardo dell’artista e il suo corpo che attraversa spazio e tempo diventano gli strumenti per attivare una lettura poetica del territorio: le esperienze lungo il percorso e nello spazio attraversato — con la sua geografia, i suoi toponimi, le sue città e le sue montagne — innescano una ricerca sulla memoria storica, le relazioni umane e il territorio.

In frontiera
2017/2022

In frontiera

Nell’estate del 2017 Noris ha percorso a piedi i 300 km del confine ispano-francese nella provincia di Girona, lungo le principali vie dell’esilio repubblicano. Durante il cammino, l’artista ha realizzato un’opera in corrispondenza di ciascuna delle 198 pietre di confine che segnano la linea. Camminare e dipingere unendo punti lungo la frontiera, in equilibrio su quella linea invisibile che divide in due ciò che è uno, ha significato rendere visibile l’invisibile e dispiegare così un nuovo scenario della memoria.

Paratext #07
2015

Paratext #07

Nel novembre 2015, a Hangar Barcelona, Marco Noris ha presentato un’azione performativa legata al suo progetto pittorico in corso, incentrata sulle nozioni di esilio, sradicamento, memoria storica e politiche migratorie contemporanee. Durante la presentazione ha costruito dal vivo una mappa mentale sulla parete, articolata attraverso video, fotografie, oggetti, dipinti e testi, collegati da frecce e annotazioni, trasferendo così un sistema di organizzazione ipertestuale nello spazio fisico. L’azione, della durata di circa 40 minuti, è stata accolta molto positivamente e si è conclusa con l’esposizione di un murale lungo 15 metri composto da 52 pezzi.

Il trionfo della sconfitta
2013/2017

Il trionfo della sconfitta

“Il trionfo della sconfitta” indaga, attraverso la pittura, i territori della negazione e dell’ombra: fosse comuni, rovine, incidenti, scarti, fuggitivi ed effigi crollate. La rovina diventa un mezzo per illuminare un cammino oscuro in cui memoria, oblio e catastrofe si confondono. In questo transito, lo spettatore resta solo di fronte all’evidenza della propria mortalità.

Refugium, refugia
2013/2019

Refugium, refugia

Questo progetto prende l’ex campo di internamento di Rivesaltes come punto di partenza per affrontare la memoria storica dell’esilio repubblicano spagnolo. Dalle rovine del luogo, segue le tracce architettoniche e umane che costruiscono una memoria emozionale collettiva in cui passato e presente si articolano.