Caminar para entender, caminar para recordar

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Frammento del testo «Caminar para entender, caminar para recordar» (Camminare per capire, camminare per ricordare), scritto da Zahira Dehn Tutosaus e Ivana Pinna nell’ambito del progetto curatoriale <eye-framing=OM7> (gruppo di lavoro On Mediation/7, con la collaborazione de La Capella). L’originale è in spagnolo e il saggio completo è su eyeframing-om7.net; questa versione italiana è una traduzione con IA per il mio archivio personale.

Il testo analizza l’importanza dello spostamento fisico/corporeo verso un luogo specifico nel contesto della memoria e della storia, a partire dalle opere En frontera di Marco Noris (2017) e La memoria interior di María Ruido (2002).

In questo senso il camminare diventa pratica, atto peripatetico, itinerante, errante, in movimento. Il termine peripatetico (dal greco peripatêín, passeggiare) nasce dalla scuola fondata da Aristotele, che era solito insegnare passeggiando con i suoi discepoli. Lo spostarsi insegnando faceva parte di una metodologia che aiutava gli allievi a ricordare i discorsi.