Illuminando il vuoto
2023 – in corso
Illuminando il vuoto è una ricerca artistica in corso sulla memoria, i silenzi e il ripopolamento di Envall, nella Vall Fosca. Attraverso il lavoro sul campo, la trasmissione orale, la fotografia e la cartografia astratta, il progetto esplora le relazioni tra assenza, luce e storia e si orienta verso un'installazione concepita per l'antica chiesa di Sant Jaume d'Envall.
Con il sostegno di Xarxa Prod e OSIC - Generalitat de Catalunya. Foto di copertina: Loida Camats Quer.
Opere e serie
Testi e documentazione (4)
Opere e archivio
Trasmissione
Bibliografia
Envall, piccolo nucleo della Vall Fosca, nel Pallars Jussà, è rimasto pressoché disabitato tra gli anni Sessanta e Settanta. Dopo decenni di abbandono, dall’inizio del XXI secolo è tornato a essere abitato grazie a un processo cooperativo di ripopolamento.
Illuminando il vuoto è una ricerca artistica in corso sui modi in cui la memoria di un luogo si conserva, si trasmette e si perde. Il progetto prende forma attraverso percorsi a piedi, conversazioni, immagini e cartografie astratte. Più che ricostruire una storia continua di Envall, ne osserva le discontinuità: memorie tramandate, versioni parziali, silenzi e racconti che persistono senza poter essere verificati fino in fondo.
Il vuoto evocato dal titolo non indica soltanto un’assenza materiale —le case scomparse, gli spazi tra le rovine—, ma anche l’interruzione della trasmissione orale e ciò che una comunità ha scelto di non raccontare. Non è una mancanza che la ricerca intende colmare, ma la struttura a partire dalla quale interroga il territorio.
La luce introduce il secondo asse del progetto. Dall’inizio del XX secolo, l’elettricità prodotta dalla centrale di Capdella riforniva Barcellona mentre Envall restava escluso dalla rete: «La primera llum que va anar a Barcelona passava per aquí davant i no va arribar mai aquí».1 L’elettricità è arrivata nel paese soltanto nel 2013. Questa asimmetria lega la modernizzazione della valle all’esperienza locale dell’abbandono e alla trasformazione del suo immaginario.
Come metodo, il progetto adotta l’immagine della lacuna in un affresco restaurato. Là dove la pittura è andata perduta, l’assenza non viene ricostruita: rimane visibile e diventa parte della lettura contemporanea dell’opera. Illuminando il vuoto tratta allo stesso modo i vuoti documentari. Testimonianza, traccia documentaria, silenzio e leggenda possono coesistere, ma non vengono presentati come equivalenti: ogni materiale mantiene visibile il proprio statuto.
La ricerca si orienta verso un’installazione concepita per l’antica chiesa di Sant Jaume d’Envall. L’amministrazione comunale intende recuperarla come spazio pubblico, ma il progetto è tuttora in attesa di finanziamento e attuazione. Nella fase attuale, il lavoro si articola nei Quaderni di Envall (2023), nel quaderno di campo fotografico e nell’ipertesto della ricerca, che continua a svilupparsi insieme al progetto.
Crediti
Un progetto di Marco Noris, finanziato da Xarxa Prod (Mentoring 2023) e dall’Ufficio per il sostegno alle iniziative culturali (OSIC) della Generalitat de Catalunya, con la collaborazione della Cooperativa di Envall.
Grazie a: Josep e Maria, e a tutta la cooperativa di Envall; agli abitanti della Vall Fosca, in particolare ad Anna, Feliu, Manel, Jordi e a tutta la grande famiglia della Pobleta; a Sandra, Assunció, Laia ed Eva del Comune; a Laura, Pepe, Anna e Alba per aver condiviso la loro storia; a Loida Camats Quer; a Dolors e Josep Maria di Estavill; a Maria di Mont-ros; a Josep dell’Arxiu Gavín; ad Agustí di Antist; a Celeste Reyna per il suo sostegno, e a tutte le persone che continuano a contribuire al progetto.
Fotografie: Marco Noris, Loida Camats Quer, la famiglia di Laura Fité Monje e Arxiu Gavín.
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Josep Plasencia, conversazione con l’artista, Envall, 7 giugno 2023. ⤶
