In frontiera - Barcelona Producció 2017

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Come avevo anticipato un paio di mesi fa, il mio progetto «In frontiera» è stato selezionato per Barcelona Producció 2017 di La Capella, nella modalità delocalizzati1. In questi ultimi quattro anni ho lavorato il paesaggio come scenario e come frontiera, ma sempre dalla comodità e dalla distanza dello studio. È stata allora la necessità di un’esperienza diretta, di mettermi in gioco e confrontarmi con il reale senza filtri, a spingermi a scrivere «In frontiera».
Il progetto prevede di percorrere a piedi tutta la frontiera ispano-francese della provincia di Girona e di realizzare una piccola opera a olio per ciascuna delle 198 mugas2 che segnano il confine. Non si tratterà di una documentazione visiva delle mugas (la loro catalogazione fotografica, peraltro, è già stata realizzata), quanto di una registrazione emotiva dell’ambiente, secondo le condizioni geografiche e ambientali che si potranno presentare. Per questo motivo, l’estrema connessione con l’ambiente e con il momento presente che consente la pittura en plein air è un elemento fondamentale perché il progetto acquisisca un forte valore esperienziale. In questo senso, le opere non sono l’obiettivo del viaggio: l’esperienza stessa è l’obiettivo, l’esperienza di fare ed essere frontiera, l’introspezione di un lungo cammino nella natura, il viaggio e le sue difficoltà.
Dipingere opere come se fossero segnali e camminare unendo punti lungo la frontiera, come in equilibrio su quella linea invisibile che divide in due ciò che è uno, è rendere visibile l’invisibile, dispiegando così un nuovo scenario della memoria.

Così, insieme all’inestimabile e fondamentale sostegno di Amaranta (amica e guida che mi accompagnerà lungo il percorso; senza di lei sarei ancora qui con le mani in mano), abbiamo passato gli ultimi due mesi a produrre questa traversata: 300 km, 22 giorni, 198 dipinti (più lo scrivo, più mi sembra una follia). Il giorno 0 sarà il 17 agosto; l’arrivo, il 9 settembre. L’idea è di pubblicare materiale giorno per giorno sui social e sul mio blog. Prima di partire, pubblicherò informazioni e calendario qui: marconoris.com/on-the-border.

Ho anche una lunga lista di ringraziamenti (Amaranta, Clara e Nau Côclea, Cayetano e Mojones de los Pirineos, Joana e Rubio, Patricio, Josep e Montserrat, Alexandra, Alex, Kike, Marc, Xavier, Roberto, Ana, Natalia, Paula, Miquel, Pere, Miquel e Jordi del Museu Memorial de l’Exili - MuME, Ferran Latorre, Zuriñe, Jordi e il Club Excursionista de Gràcia, La Capella e la sua gente, Hangar.org e la sua gente, Piramidón, Centre d’Art Contemporani e la sua gente, ecc… di sicuro mi sto dimenticando di qualcuno 😨) ma di questo tornerò a parlare.

Insomma, in futuro maggiori informazioni qui.

Maggiori informazioni:

Materiali

#enFrontera

  1. Il risultato del progetto sarà esposto al MuME tra il 14 ottobre e il 28 gennaio 2018. 

  2. Muga è una parola di origine basca usata nel dialetto pirenaico al posto di mojón (o hito, in spagnolo) e fita (in catalano). Muga significa frontiera, anche se il suo significato originario era «limite».