Recomptes @ Galeria Cànem
Partecipo a «Recomptes», una mostra sulla memoria storica organizzata dalla Galeria Cànem (Castellón) in collaborazione con il GRMHC (Grup per la Recerca de la Memòria Històrica de Castelló). Presento una selezione di opere del progetto (Un)refuges.
Mar ARZA - Pilar BELTRAN - Vicent CARDA - Miquel GOZALBO - Isidre MANILS – Geles MIT - Marco Noris – Cristina PERELLO - Pepa L. POQUET - Ester PEGUEROLES - Vicente TIRADO DEL OLMO - Maria ZARRAGA
19 dicembre 2014 — 10 febbraio 2015
Galeria Cànem — Antonio Maura, 6 — 12001 Castelló de la Plana (Spagna) — Tel. +34 964 228 879 / +34 670 369 847 — [email protected] — www.galeriacanem.com
Invito (PDF): Recomptes

Il Grup per la Recerca de la Memòria Històrica de Castelló (GRMHC) lavora con l’obiettivo di trasmettere alla società una nuova informazione culturale di carattere storico, con un intento di divulgazione e sensibilizzazione.
La Dichiarazione dei Diritti Umani e i Principi di Diritto Internazionale che tutelano le vittime delle violazioni di questi diritti, così come la lotta contro l’impunità, avallano questa causa.
La Galeria Cànem vi si unisce da un punto di vista plastico, estetico, con l’intenzione, usando un linguaggio diverso, quello dell’arte, di aiutare a riparare, insieme, le ingiustizie.
Di fronte al «racconto», il «Riconteggio». Finora il discorso ufficiale, il racconto, era divagare, diluire, negare per dimenticare, occultare per cancellare, imporre: la de-memoria di fronte alla memoria. Ora ricontiamo immagini per illuminare la memoria. Aiutando il Riconteggio iniziato e incompiuto, ripariamo le vittime e i perseguitati. Recuperando la Memoria Storica recuperiamo la memoria democratica secondo valori etici, politici e ideologici, e gettiamo un ponte tra i fatti da recuperare e le vittime e i loro discendenti.
Perché parliamo di persone che vissero drammaticamente la loro epoca, e che ora sappiamo parte di un’unità perduta.
A questo punto quel passato «è» costruzione di un collettivo, solidale, e con loro sperimentiamo i vissuti che diventano memoria, consapevoli che, per attenuare il sentimento di perdita, possiamo soltanto conservare il ricordo; così la memoria diventa un archivio per mantenere vivo il ricordo delle vittime.
Se il «GRMHC» si esprime con articoli, pensieri, ricerche, documenti, archivi, lavori sul campo, resti umani… ora è il momento dell’arte, dell’impegno estetico. Queste immagini, poesia visiva, cioè ciò che non si può dire, esistono per parlare di quanto è nascosto, sacro…
… MAR ARZA, PILAR BELTRÁN, VICENTE CARDA, MIQUEL GOZALBO, ISIDRO MANILS, Geles MIT, MARCO NORIS, ESTER PEGUEROLES, CRISTINA PERELLÓ, PEPA L. POQUET, VICENTE TIRADO DEL OLMO e MARIA ZARRAGA sono coloro che mettono le immagini, la loro visione del conflitto.
C’è un alfa e un omega che abbraccia la mostra, allo stesso modo in cui la morte degli altri, la loro memoria, ci familiarizza con la nostra stessa morte. Ricostruendo il passato pensiamo l’identità.
Miquel Gozalbo, con una piccola scultura di ferro che vuole rappresentare una bomba, manifesta l’esplosione bellica.
Isidre Manils, con il disegno di un teschio (vanitas), è l’omega, come un punto finale del racconto e motivo del «Riconteggio».
Nel mezzo, la «memoria compressa»: Mar Arza presenta un oggetto quotidiano, una cornice portaritratti, il punto zero che esplode disfacendo, con sensibilità, la smemoratezza, l’inganno, l’occultamento, la vergogna… e, come dice lei: «che non resti in fango, cenere, fossile… ciò che dovrebbe essere “un’urna della vita recuperata”».
Forse alla fine, come scrive l’iraniana Sahar Selijami: «Il tempo non guarisce le ferite, e nemmeno fa recuperare le lacrime. Quando si tratta di dolore, il tempo non è che un tentativo fallito di dimenticare».
Di fronte ai grandi monumenti che celebrano le menzogne, le piccole grandi opere che aprono le porte alla vita.
…E di fronte all’oblio, le immagini.
Di fronte all’insensibilità, l’arte.
Così lo diciamo alla Galeria Cànem con questa mostra che è vostra.