Indipendentismo e democrazia

El Día de la Independencia catalana, si llega, será el propio 1 de octubre, o el 2 o, como mucho, el 3. La ley prevé que, si gana el ‘no’ en la consulta se convoquen, de manera inmediata, nuevas elecciones autonómicas. Y si vence el ‘sí’, según ha explicado la diputada anticapitalista Gabriela Serra (la CUP es coautora del texto), la proclamación de la independencia catalana en un plazo máximo de 48 horas desde el escrutinio. 1.
Durante l’estate, la CUP e Junts pel Sí dichiararono che, in caso di vittoria al referendum, avrebbero proclamato la Repubblica Catalana in appena due giorni, indipendentemente dall’affluenza. Un’affermazione che non lasciò nessuno indifferente e che pose uno scenario controverso: come avrebbe dovuto rispondere lo Stato spagnolo a una situazione del genere?
Personalmente, credo che questa posizione sia stata ciò che mise il Governo centrale tra l’incudine e il martello, costringendolo ad agire cercando di bloccare il voto2. Aspettare fino alla votazione e affrontare un’eventuale dichiarazione d’indipendenza avrebbe generato un clima ancora più teso e difficile da gestire.
Detto ciò, non posso fare a meno di riflettere su come sarebbero cambiate le cose se dall’indipendentismo si fosse adottato un approccio più aperto e dialogante. Quella strategia così inflessibile e lontana da certi principi democratici sembra aver chiuso porte, anziché aprirle. Sull’inaccettabile posizione indipendentista grava inoltre il peso del valore discutibile di questo referendum e del suo risultato, in cui il sì raggiunse a malapena l’appoggio del 37,8% del censo elettorale3. Un risultato chiaramente condizionato da irregolarità, come la partecipazione di persone che votarono più di una volta a favore del sì, cosa che posso confermare per esperienza diretta.
Ciò che risulta chiaro è che l’unica via davvero costruttiva per tutte le parti sarebbe un referendum promosso e impulsato dallo stesso Governo di Spagna. Oltre a rappresentare un gesto di grande valore politico e democratico, permetterebbe di garantire tanto la legittimità del processo quanto quella del risultato, chiudendo una volta per tutte questo capitolo così divisivo. Ma, certo, siamo in Spagna, un paese che, a quanto pare, è incapace di rimarginare le ferite.
- El Parlament declarará la independencia de Cataluña si gana el sí( El Periódico, 4 de julio de 2017)
- ¿Es obligatorio formar parte de las mesas del referéndum? (I 23 preguntas más) (El Nacional, 4 de julio de 2017)
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Xabi Barrena. “El Parlament presenta la ley del referéndum con la mayoría independentista”. El Periódico. Última modificación 4 de julio de 2017. https://www.elperiodico.com/es/politica/20170704/presentacion-ley-referendum-grupos-parlamentarios-6146060. Accedido el 28 de enero de 2025. ⤶
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Ci fu un forte intervento da parte della Policía Nacional e della Guardia Civil per chiudere i seggi elettorali e requisire le urne. Queste azioni si tradussero in scontri e denunce di violenza, con immagini che fecero il giro del mondo. ⤶
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Secondo i dati del governo catalano, più del 90% dei votanti si pronunciò a favore dell’indipendenza, con un’affluenza di circa il 43%. Tuttavia, questi risultati furono contestati per la mancanza di garanzie. Camilo S. Baquero. “# Un 90% de ‘síes’ con 2,2 millones de votos y una participación del 42%, según el Govern”. El País, 2 de octubre de 2017. https://elpais.com/ccaa/2017/10/02/catalunya/1506898063_586836.html. Accedido el martes, 28 de enero de 2025. ⤶