Vociare di forme differenti e di differenti identicità. Conto quattro e poi di nuovo nel silenzio saturo di voci, suoni e rumori distribuiti nello spazio che percorro distratto.
Rumore silenzioso che ovunque avvolge e impercettibile stringe e schiaccia, che stanca e confonde l’anima. Giunto alla fine del tempo, mi sommergo frettoloso nel parlottio variegato che dal sottosuolo contribuisce al suono onnipresente della vita. Mi trovo spesso a pensare al silenzio assordante di un mondo senza vita, al mistero del suono dell’esistenza, totale e impercettibile, che anima il più profondo e oscuro dei silenzi. L’assenza del suono della vita è per me un’immagine inafferrabile. Un momento, un luogo e l’inconoscibile echeggiare della morte.
Qual è il suono della vita? Forse un fruscio, o piuttosto un rombo sordo e costante? Se silenzio è l’assordante frastuono della vita, qual è il silenzio dell’inesistenza?
Una certezza, al mattino discreta e decisa, stanca e ovattata alla notte:
l’aria che respiro ha il suono inudibile della vita, ma ancora, com’è il silenzio dell’inesistenza?
Il suono della vita
Derive
Incisioni
Lasciare andare
Incisioni
Inverno
Fogli
Nuova carne
Incisioni
Tre tappe
Visioni
Liquid Progressions I
Visioni
Persone in movimento
Favole brevi
Il piccione con il cappello
Fogli
Distruggetevi
Versiculi
La finestra sul cavedio
Fogli