Marco Noris

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Profilo di Marco Noris pubblicato in catalano nel supplemento DiS del Diari Segre nel novembre 2020 (testo editoriale, senza firma), nella stessa edizione dell’articolo di Francesc Català Les muntanyes: els cims d’una vida. La copia su questo sito è il mio archivio personale.

Un artista che cerca il proprio approccio dando un altro senso agli elementi che incontra prospettando il territorio e osservando gli elementi naturali.

Marco Noris (Bergamo, Italia, 1971) lavora a partire dalla pittura, dirigendo la sua ricerca verso due principali aree tematiche: da un lato le rovine e la memoria storica, e dall’altro il territorio e il paesaggio. Nei suoi processi di lavoro, Noris esplora nuove forme di relazione con l’ambiente, la natura, il camminare, introducendo due tradizioni artistiche storiche come l’eredità della pittura all’aria aperta di fine Ottocento, il pleinairismo, e le pratiche psicogeografiche proposte dai situazionisti.

In progetti come La Entrega o En frontera, l’artista si concentra sul concetto di traversata che, lontano da qualsiasi manifestazione sportiva o escursionistica, finisce per diventare un asse centrale in cui confluisce la sua pratica artistica: la prospezione del territorio, la ricerca di cippi di confine (mugues), pietre miliari o elementi dell’ambiente che gli risultano interessanti al punto da fermarsi a dipingerli, accentuando e dando senso ad altri tipi di approcci che il paesaggio stesso e la sua storia gli offrono.

Nel caso di En frontera: 290 km, 25 giorni, 198 cippi, 212 opere. Un’approssimazione alla frontiera ispano-francese della provincia di Girona lungo la quale passarono i principali cammini dell’esilio repubblicano, diventando egli stesso frontiera; o il progetto La Entrega, Acto I, un’indagine sul territorio e il paesaggio, e sul viaggio, in cui abbandona consapevolmente la mimesi pittorica per abbracciare l’astrazione, la cartografia e la toponomastica, introducendo nella sua pratica diversi strumenti di registrazione. Un progetto prodotto dal Centre d’Art la Panera e dal Centro di produzione di Can Farrera (spazio recentemente incorporato all’Arxiu Javelina) all’interno del programma delle Borse Arte e Natura, promosse congiuntamente dai due centri, in cui Noris propone di viaggiare a piedi per 21 giorni passando per 8 centri d’arte distribuiti sul territorio, da Barcellona fino al paese di Farrera, situato a 1.300 metri di altitudine nei Pirenei di Lleida.

In definitiva, lavori in cui il concetto di pellegrinaggio e la pratica del camminare lo hanno aiutato ad approfondire e sperimentare la sua relazione con il paesaggio e il territorio, oltre a dare senso alla sua pratica artistica ed estetica.

Marco Noris vive e lavora a Barcellona. Dopo aver lasciato Bergamo alla fine degli anni ‘90, ha vissuto a Ferrara e Bologna e poi si è stabilito a Barcellona nel 2003. Dal 2015 sperimenta la pittura come mezzo per sviluppare esperienze performative come un’estensione del suo lavoro di studio. Più recentemente si è avvicinato al camminare come pratica estetica e artistica con il progetto En frontera (2017, premio Barcelona Producció) e il più recente La Entrega (2018, premio Arte e Natura). Tra il 2015 e il 2017 è stato artista residente a Hangar, centro di produzione di arti visive a Barcellona. Attualmente è artista residente a Piramidón, centro d’arte contemporanea nella capitale catalana. Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive, tra cui segnaliamo la sua ultima partecipazione al recentemente inaugurato Festival Errant nella Vall de Boí.

Opere riprodotte: «A la frontera. Muga 500», 2017 (olio su carta, 12×17 cm) e «La Entrega I. 17 dies II», 2018 (tecnica mista su carta, magneti, 115×87×18 cm).