Gessetti

Disegnando in Plaça de la Vila de Gràcia

Il testo scritto da alcuni giovani anarchici questo pomeriggio davanti alla sede del Municipio a Gràcia non è durato più di due ore, cancellato da alcuni diligenti impiegati pubblici. È sorprendente l’organizzazione municipale quando si tratta di cancellare le tracce del dissenso.

Invece di persistere ostinatamente con mezzi presumibilmente permanenti, gli attivisti dovrebbero guardare alla poetica serenità di una bambina che disegna per terra con i suoi gessetti, lievi ed effimeri: con essi, così apparentemente innocui, così falsamente innocenti, le sue parole sarebbero trascorse placidamente in un festivo fine settimana di Pasqua.

Abbiamo bisogno di immaginazione per trovare nuove altre forme di comunicazione e rompere le nostre abitudini mentali. Il mondo dei dispositivi tecnologici e dei social ci rende gregari, conformisti e privi di immaginazione. Ma, allo stesso tempo, crea nuovi spazi d’azione dove l’atto poetico può generare fratture, glitches nella percezione della realtà, perché la nostra è una realtà fragile.

(Ricordo quel giorno di un’inaugurazione al FAD, poco dopo lo sgombero dell’accampamento in Plaça de Catalunya. Da scriverne.)