In frontiera

In frontiera – 18 agosto 2017 / 11 september 2017 / 290 km, 25 giorni, 198 cippi di frontiera, 212 opere

ProjectArtworks  – BookRouteCredits

Nell’estate del 2017 Noris ha percorso i 300 km del confine franco-spagnolo della provincia di Girona (Spagna), attraverso i quali passano le principali rotte dell’esilio repubblicano. Durante la camminata, l’artista ha dipinto un’opera corrispondente a ciascuna dei 198 cippi di frontera che segnano il confine. Camminare e dipingere, unendo punti lungo il confine, come in bilico su quella linea invisibile che divide in due ciò che è uno, rendendo visibile l’invisibile e aprendo così un nuovo palcoscenico per la memoria.

In questi ultimi quattro anni ho lavorato sul paesaggio come palcoscenico e come frontiera, ma sempre dalla distanza comoda del mio studio. È stata la necessità di un’esperienza diretta, di mettermi in gioco e confrontarmi con la realtà a spingermi a intraprendere In frontiera.


Il progetto consistette nel percorrere a piedi il tratto di confine franco-spagnolo tra Andorra e il Mediterraneo per realizzare un’opera (un diseño o un dipinto a olio di 12×17 cm) per ciascuno dei 198 cippi che marcano il confine. Realizzai il viaggio tra agosto e settembre del 2017, camminando per 25 giorni e percorrendo i 300 km della frontiera, dai 2900 metri sino al livello del mare.

In frontiera non è una documentazione visiva dei cippi (la loro catalogazione fotografica d’altro canto è già stata realizzata), quanto una registrazione emozionale del luogo, caratterizzata dalle condizioni geografiche e ambientali verificatasi in quel momento. La forte connessione con l’ambiente e con il momento presente che la pittura en plain air consente, è stata fondamentale per dare al progetto un grande valore esperienziale. In questo senso, i dipinti non sono l’obiettivo del viaggio: l’esperienza stessa è l’obiettivo, l’esperienza di fare e di essere una frontiera, l’introspezione di un lungo cammino nella natura, il viaggio e le sue difficoltà. Dipingere e camminare, unire punti lungo il confine, come in equilibrio su di una linea invisibile che divide in due ciò che è uno, rendendo visibile l’invisibile e aprendo così un nuovo scenario della memoria.

L’opera completa è formata da 212 lavori: 82 dipinti a olio, 9 tecniche miste e 121 disegni.

+ INFO ABOUT SPANISH-FRENCH BORDER STONES

Muga (“border stone”) is a word of Basque origin used in the Catalan Pyrenees instead of mojón (or hito, in Spanish) and fita (in Catalan). Here is an article written by Josep Estruch for “On the Border” on the etymology of the word.


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