Il trionfo della disfatta

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Aground

Aground

2016, oil on canvas, 60x92 cm

Zoom out

Zoom out

2016, oil on canvas 30x30 cm

Zoom in

Zoom in

2016, oil on canvas 30x30 cm

Escape XIII

Escape XIII

2016, oil on canvas, 33x24 cm

Prosthesis

Prosthesis

2017, oil on canvas, 50x40 cm

With smoke

With smoke

2016, oil on canvas, 100x100 cm

Crack

Crack

2017, oil on canvas, 150x120 cm

Ukrainian head

Ukrainian head

2014 - 60x81 cm - Oil on canvas

Airplane crash (Superga, 1949)

Airplane crash (Superga, 1949)

2013 - 114x146 cm - Oil on canvas

Red car

Red car

2013 - 60x80 cm - Oil on canvas

Pig

Pig

2015 - 19x24 cm - Oil on canvas

Glories (Glòries)

Glories (Glòries)

2016, oil on canvas - 41x33cm

Fallen and believers

Fallen and believers

2015, oil on canvas, 38x61cm

Ruins (The day after)

Ruins (The day after)

2016, Oil on board - 29,5 x 21,5 cm

The Hole

The Hole

The hole - 2014, oil on canvas, 15x20 cm

Escapes V-VI-VII

Escapes V-VI-VII

2015 - Oil on canvas, 18,5x24 cm x 3 (triptych)

Ester Quintana /

Ester Quintana /

2014 - 100x100 cm - Oil on canvas - www.ojocontuojo.org

Portrait of a victim of machismo

Portrait of a victim of machismo

2015 - 41x33 cm - Oil on canvas

Le déjeuner sur l’herbe I

Le déjeuner sur l’herbe I

2015 - 16x22 cm - Oil on canvas

Car Crash

Car Crash

2015, oil on canvas, 97x130 cm

Marine with flesh

Marine with flesh

2016 oil on canvas, 24x33 cm

Untitled and imageless

Untitled and imageless

2016, oil on canvas, 24x33 cm

Ali

Ali

2016, oil on canvas, 50x40 cm

The triumph of defeat

The triumph of defeat

2016/2017, oil on canvas, 100x100 cm

She

She

2017, oil on canvas, 100x130 cm

Alfacar, Granada

Alfacar, Granada

2017, oil on canvas, 100x130 cm

Allá donde las playas rotas nos muestran el cielo


Allá donde las playas rotas nos muestran el cielo


2017, oil on canvas, 145x180 cm

El refugi abandonat de Lúa

El refugi abandonat de Lúa

2016, oil on canvas, 81x130 cm

Like a movie

Like a movie

2016, oil on canvas, 80x100 cm

Marine

Marine

2016, oil on canvas, 89x146 cm

Quality check

Quality check

2017, oil on canvas, 117x90 cm

Maremortum I

Maremortum I

2016, oil on canvas, 100x100 cm


La negazione dell’oscuro e della mortalità è una caratteristica del nostro tempo. Circondata da rovine e incapace di affrontare la sua paura, attraverso una escalation tecnologica l’umanità ultraliberalista cerca rifugio nel consumismo e nel facile intrattenimento. Per questo motivo ho deciso di esplorare, attraverso la pittura, i territori scomodi e tragici della negazione e dell’ombra. Fosse comuni, stupratori picchiati, incidenti, rifiuti e discariche; vittime della polizia, effigi distrutte, profughi e mutanti… il mio lavoro è una raccolta di rovine materiali e morali nel quale si può collocare (In)rifugi, un progetto su esilio e sradicamento, memoria e oblio, nato sui detriti di un ex campo di concentramento francese.

Fino a poco tempo fa, ero convinto che la rovina fosse il concetto principale attorno al quale ho costruito il mio immaginario. È stato più recentemente che mi sono reso conto che in realtà la rovina non è il fine ultimo della mia ricerca, ma piuttosto un mezzo per illuminare il sentiero oscuro della sconfitta. Ho lavorato quindi sulla sconfitta nei suoi due aspetti principali. Da un lato, quello tragico: la sconfitta storica (quella di Benjamin, Agamben e Pasolini), e con essa quella politica, morale e ambientale. Dall’altro, nella sfera individuale, possiamo includere anche la sconfitta intima, intrinseca all’esistenza umana. La sconfitta dell’individuo e la sua concatenazione di rese ci conduce alla pendice sublime di questo cammino, dove troviamo la celebrazione dello sconfitto, condizione che richiede la forza dei coraggiosi. Infine, in cima a questo percorso, c’è la sconfitta dell’ego, lo stadio finale di questo cammino e forse l’inizio di uno nuovo.

Al di là di alcune incursioni nel mondo della fotografia, collage, installazione e video, la mia pratica è principalmente sviluppata nel campo della pittura. Trovo il linguaggio pittorico un modo ideale per gestire l’aspetto emozionale senza trascurare quello intellettuale. I codici visuali tradizionali –quasi archetipici– della pittura ad olio mi permettono di penetrare nella coscienza dello spettatore, facendola muovere tra il presagio e il lutto. In questa distorsione temporale, scenari post-apocalittici, rovine del passato, scorci di futuri disastri e ricordi di tragedie passate, si confondono e si intrecciano formando così una genealogia ciclica del disastro al centro del quale si trova infine lo spettatore, solo di fronte alla sua mortalità.

Marco Noris, gennaio 2017


See also Frederic Montornes‘ text It wasn’t the sun on the homonymous exhibition.