“La Entrega” – Atto I

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La Entrega1, atto I

Una ricerca sul territorio e sul paesaggio, sul viaggio e sulla cartografia.

“Viaggio per conoscere la mia geografia” (anonimo)2.

La mia percezione del tempo e dello spazio cambió profondamente durante la traversata pirenaica sulla frontiera franco-spagnola che portai a termine nell’estate del 2017, durante la realizzazione del mio progetto ”In frontiera”. In quell’occasione scoprì la forza creativa e sanatrice del camminare e il suo potere di liberazione: sui Pirenei, appresi che camminare è donarsi per appropriarsi del tempo e dello spazio.

È da questa idea che nasce “La Entrega”, un progetto composto da una serie di azioni –o atti– in cui il camminare, inteso come pratica estetica –ma anche come gesto politico–, ne è il motore principale. Il titolo del progetto gioca con il doppio significato della parola entrega che in spagnolo e catalano significa consegna ma anche dedicazione –o abnegazione–, riferendosi quindi al dare e al darsi, caratteristiche che accomunano l’artista e il camminante.

Le opere presentate in questo dossier sono il risultato del primo atto del progetto, portato a termine tra settembre e dicembre del 2018 grazie al premio “Arte e natura” assegnato dal centro d’arte contemporanea La Panera assieme al Centre d’Art i Natura di Farrera (Lleida, Spagna).

Questo primo atto è composto da due parti principali. La prima, una traversata di 350 km camminando per 21 giorni dal mio studio a Barcellona –situato nel centro d’arte contemporanea Piramidón– sino al Centre d’Art i Natura a Farrera3., un piccolo paese sui Pirenei catalani, a 1300 metri d’altezza. Il tragitto si è sviluppato “unendo” sei centri d’arte4 e attraversando 8 regioni, tra le più antiche del territorio catalano, partendo dal livello del mare sino ad arrivare alla montagna, ad un’altezza massima di 2500 metri5. Durante il cammino mi sono dedicato ad una sorta di inventario del territorio, raccogliendo materiale, realizzando video, scattando foto (in digitale e istantanee), disegnando paesaggi, mappe e tragitti, sperimentando con liquidi e materia. Alla fine di ogni giornata di cammino, la entrega –la consegna– veniva certificata e timbrata dal luogo scelto per la sosta notturna (ostello, rifugio, casa privata, etc.) in speciali libretti, ispirati –e facendone un po’ il verso– alla Credenziale del Cammino di Santiago: un libretto su cui vengono registrate con timbri e firme le soste del pellegrino durante il cammino.

Tutto questo materiale è stato quindi l’oggetto entregado –consegnato– e, allo stesso tempo la testimonianza della dedicazione dell’artista, del tempo da lui dedicato e dello spazio attraversato.

La seconda parte del progetto si è sviluppata invece durante la residenza al Centre d’Art i Natura a Farrera, dove ho realizzato la maggior parte del lavoro, basandomi sul materiale raccolto e prodotto durante il cammino.
Il supporto principale su cui ho basato l’intera produzione è la carta, preparata in fogli di diverse dimensioni tra i 50×70 cm e i 140×200 cm piegati come mappe per facilitarne il trasporto. Parte del materiale me lo portai appresso durante il cammino, mappe in bianco da riempire come quaderni di viaggio, mentre il resto lo dedicai al lavoro di residenza, sperimentando con tecniche miste e approfondendo la ricerca svolta durante la traversata.

Il progetto, basato su una forte componente esperienziale, si caratterizza per un ampio registro stilistico e per la sua vocazione sperimentale. Come nel caso di ”In frontiera”, il viaggio è fine ma anche mezzo, chiave di lettura dell’esistente e parte fondamentale del processo creativo in cui il prodotto artistico risulta componente irrinunciabile. Il particolare stato di trance indotto dal camminare per lunghi periodi di tempo è stato quindi per me il mezzo per l’esplorazione di nuovi territori geografici ed emozionali di cui l’opera d’arte ne è la cartografia, essendo allo stesso tempo scoperta e trofeo.

Grazie, con amore: Kati Riquelme, Andrea Leria, Andrea Barello, Kike Bela e The Good Good, Hugo Vázquez, Joana Cervià e Josep Rubio, Rosa Lendinez, Jordi Martínez-Vilalta, Alicia Calle, Konvent, Miquel Martínez-Vilalta e Anna Motis Berta, Marga Bruna, Javier, María e Nacho Pagonabarraga, Natalia Carminati, Paula Bruna, Marc Badia e tutta la sua famiglia, Claudia Karina Godoy, Carlos Puyol, Lluís Lobet e il Centre d’Art i Natura di Farrera, la comunitá intera di Farrera, Antoni Jove e Roser Sanjuan, La Panera, Jia-ling Hsu, Pau Cata, Sole Pieras, Ivan Franco Fraga, Aida Mestres, Andreu Dengra Carayol e il Centre d’Art Maristany, Sophie Blais, Sarah Goodchild Robb e Can Serrat, CDAN di Huesca, Raül Maigí aed Museu de Montserrat, Josep Estruch e Montserrat Rectoret-Blanch, Mireia C. Saladrigues, Fede Montornes, David Armengol, Alberto Gil Cásedas, Pilar Parcerisas, William Truini, Guillermo Pfaff, Josep Maria Cabané, Sandra Sanseverino, Montse Bonvehi, Club Excursionista di Gràcia, Piramidón…

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In collaborazione con:

Centre d'art La Panera
   
Centre d'Art i Natura

Con il supporto di:

The Good Good
   
Konvent
   
Can Serrat
  1. Il titolo del progetto gioca con il doppio significato della parola “entrega” che in spagnolo e catalano significa consegna ma anche dedicazione.
  2. Frase attribuita a un “pazzo” da Marcel Réja in L’art chez les fous, Parigi, 1907; citata por Céline Flécheux in “El viatge invisible”, in L’espessor de la Muntanya di Abraham Poincheval, 2017, Ed. Días Contados. Réja è citato anche da Walter Benjamin in Paris, capital du XIXe siècle, Parigi, 2009.
  3. Il viaggio si è svolto tra il 25 settembre e il 15 di ottobre del 2018.
  4. PIramidón (Barcelona), Centre d’Art Maristany (Sant Cugat), Can Serrat (El Bruc), Museu de Montserrat (Montserrat), Konvent (Berga), Centre d’Art i Natura (Farrera, Lleida).
  5. Pedraforca, 2506 m